Supervisione di gruppo e individuale per Assistenti Sociali
La supervisione è uno spazio strutturato di riflessione sulla pratica lavorativa e sul modo in cui ciascun professionista abita il proprio ruolo, nelle sue dimensioni operative, relazionali e di responsabilità.
È un percorso che offre ascolto empatico qualificato e uno sguardo multidimensionale, capace di tenere insieme:
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la dimensione emotiva e soggettiva dell’operatore,
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quella metodologica e organizzativa,
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la cornice deontologica e normativa che orienta l’agire professionale.
La supervisione non è solo un luogo di “scarico”, ma una bussola professionale: aiuta a rileggere le situazioni complesse, a ritrovare confini, senso e direzionalità nel lavoro quotidiano.
È uno strumento efficace per prevenire e contrastare burnout, frustrazione, isolamento professionale e perdita di significato, sostenendo la qualità dell’intervento e il benessere dell’operatore.
Il mio approccio
Grazie ai diversi percorsi di laurea (area sociale e politico-giuridica), agli anni di esperienza sul campo, nei servizi sociali e sanitari, nonché alle formazioni svolte acquisendo vari metodi (coaching, colloquio motivazionale, pratica filosofica, mindfulness), porto nei setting di supervisione stimoli nuovi, prospettive divergenti, e uno sguardo che integra le diverse discipline.
Per non perdere il contatto con la realtà, come accade a molti formatori, ho deciso di proseguire il mio lavoro professionale in senso stretto collaborando, come coordinatore, per una cooperativa del territorio che lavora in integrazione con i servizi sociali sul tema dell'abitare.
Supervisione Individuale online
La supervisione individuale ha una sua specifica rilevanza perché offre uno spazio riservato in cui possono trovare ascolto contenuti, vissuti e interrogativi professionali che, per diversi motivi, non è possibile o opportuno portare all’interno di un setting di gruppo.
In questo contesto, l’attenzione è centrata sulla singolarità del professionista: sul suo modo di stare nel ruolo, sulle risonanze emotive del lavoro, sui dilemmi etici e decisionali che accompagnano la pratica quotidiana.
A differenza della supervisione di gruppo, dove il confronto si arricchisce della pluralità degli sguardi ma l’individualità tende fisiologicamente a diluirsi, la supervisione individuale consente un lavoro più mirato, profondo e personalizzato.
È uno spazio protetto che favorisce l’elaborazione di vissuti complessi, la messa a fuoco dei confini professionali e il recupero di chiarezza e direzionalità, sostenendo il professionista nei momenti di maggiore esposizione, fatica o solitudine decisionale.
Supervisione di Gruppo
La supervisione di gruppo è uno spazio di riflessione condivisa sulla pratica professionale, in cui l’esperienza dei singoli si intreccia con quella degli altri partecipanti.
Il confronto tra pari permette di ampliare lo sguardo sui casi e sulle situazioni complesse, valorizzando la pluralità dei punti di vista e delle esperienze di ciascuno.
In un'epoca di turnover e organizzazioni distrettuali in territori anche molto ampi, è efficace per ritrovare lo spirito di un'unica squadra, anche se tra colleghe di territori lontani ci si vede poco.
Il gruppo diventa un dispositivo che sostiene l’elaborazione delle difficoltà professionali, riduce il senso di isolamento e favorisce la costruzione di significati comuni, confini condivisi e pratiche più consapevoli.
La supervisione di gruppo rafforza l’identità professionale e il senso di appartenenza, sostenendo la qualità del lavoro e la tenuta degli operatori nel tempo.
Con supervisioni di gruppo intendiamo dai 2 ai 15 Assistenti Sociali. A differenza delle supervisioni individuali, quelle di gruppo preferisco svolgerle solo in presenza, perché il setting "online", nel lavoro di gruppo, lo trovo faticoso e anche poco efficace.
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